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Mare in catene 2
150x150 cm
Tempera, acquerello, olio, stucco e pastello su carta intelata
2009
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Mare in catene 3
150x150 cm
Tempera, acquerello, olio, stucco e pastello su carta intelata
2009
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Senza titolo (Eros 2)
87x67 cm
Acquerello su carta intelata
2010
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Massimo
Corona
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Massimo Corona, nasce a Biella il 21 giugno 1968, dove vive e lavora.
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| 2010 |
Bipersonale “Carte dipinte” con Federico Romero Bayter a cura di Emanuele Beluffi, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Bipersonale con Marco Grassi, “ArtCafé”, Dobbiaco/Toblach |
| 2009 |
Collettiva “Al di là del bene e del cane” a cura di Viviana Siviero, sede estiva della GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI a Bedonia (PR)
Asta di beneficenza a favore di “Save the Children” a cura di Emanuele Beluffi e Philippe Daverio, Conservatorio di Milano (catalogo)
BAF (Bergamo Arte Fiera), GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano |
| 2008 |
Collettiva “Entrelacement” a cura di Claudia Bernareggi, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Collettiva “Arte alle finestre. Garage days revisited” a cura di Emanuele Beluffi, Galleria The New Ars Italica, Milano (cat.)
Collettiva “Repertorio d´artista” a cura di Emanuele Beluffi, Studio Dei Notai Laurini Clerici, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano (cat.)
ART/CO´(Como Arte Fiera), GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
BAF (Bergamo Arte Fiera), GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
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| 2007 |
Collettiva
Elevenseven, Artists for Sebrenica a cura di Prof. Ahmet
Ibukic, Ricetto di Candelo, (BI)
Live performance "trenta7minuti", painting&music,
Festival "Teatro delle Cantinelle", Lanificio Pria, Biella
Asta benefica a favore di Child Priority, Sotheby´s Italia,
Montecarlo. Catalogo bilingue a cura di Marta Casati e Cristina
Castelli, Courtesy GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Asta benefica a favore della Associazione Montessori Internazionale
(AMI) in collaborazione con GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano,
Lions Club Salzgitter e la Sparkasse Salzgitter-Bad (GER) (catalogo) |
| 2006
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Riparte
Art Fair Roma, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Art(Verona, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Personale Cooperativa Ideazione, Biella
Personale "Otto", a cura di Marta Casati, GALLERIA BIANCA
MARIA RIZZI, Milano (catalogo)
Collettiva "TransumArt", a cura di Chiara Canali, Comune
di Bedonia (PR) in collaborazione con Galleria Bianca Maria Rizzi,
Milano (catalogo)
Riparte Art Fair Napoli, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano |
| 2005 |
Riparte
Art Fair Roma, GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
Collettiva "Made in Italy", Exposition d'Art Contemporain
des Artistes Italiens a la Conquete de Paris, Galeries Artitude,
Parigi in collaborazione con Camaver Kunsthaus,
Galleria d'Arte Contemporanea, Lecco
CAF (Catania Arte Fiera),GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano (catalogo)
Collettiva "Giovani artisti emergenti", Comune di Bedonia
(PR) in collaborazione con
GALLERIA BIANCA MARIA RIZZI, Milano
5° Premio nazionale città di Novara, a cura di "Art
Action", Associazione Artistico Culturale, Salone Arengo del
Broletto, Novara (catalogo)
Collettiva "Trame parallele", a cura dell'Assessorato
alla Cultura del Comune di Biella e della Cooperativa Ideazione,
French Kiss, Biella |
| 2004 |
Collettiva itenerante "Al caro Giorgio Gaber", a cura
di Giacomo Lodetti e Gianni Ottavini, Libreria Bocca, GALLERIA BIANCA
MARIA RIZZI, Milano (catalogo)
Collettiva "Nuove vendemmie", proposte di giovani artisti
emergenti, a cura di Associazione Arcadarte di Torino, Palazzo Pallavicini,
Monbaruzzo (AT)
Collettiva itenerante "Gemine Muse", Young Artists in
European Museums, a cura di Olga Gambari, Museo del Territorio,
Biella (catalogo)
Collettiva "Neo iconica", Camaver Kunsthaus, Galleria
d'Arte Contemporanea, Lecco
Collettiva "14/500", a cura di Cecilia Antolini, GALLERIA
BIANCA MARIA RIZZI, Milano |
| 2003 |
Collettiva
"Costruiamolapace", a cura di Gigi Piana, Villa Schneider,
Biella
Collettiva "Artisti in vetrina", a cura di Elena Mello
Teggia, French Kiss, Biella |
| 2002 |
Personale
"'96-'02", a cura di Michela Lavagna, Sala Cerimonie Ricetto
di Candelo (BI)
Collettiva "Convergenze", a cura di Informa Giovani e
Elena Mello Teggia, Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Biella
(catalogo) |
| 2001 |
Personale "Artisti a Palazzo Ferrero", a cura di Elena
Mello Teggia, Salone di Palazzo Ferrero, Biella
Collettiva "Idee in linea", Silvy Bassanese Arte Contemporanea,
Biella
Collettiva "Andiamo al piazzo 2001", VIII° edizione
ARTE E MUSICA, a cura di Martina Corgnati, Pierpaolo Benedetto e
Bruno Pozzato Biella (catalogo) |
| 2000 |
Collettiva
"Arte eros - Il sentimento del corpo", a cura di Giorgio
Auneddu e Riccarda Montenero, Chiesa del Gesù, Moncalieri
(TO)
Collettiva "Andiamo al piazzo 2000", VII° edizione
ARTE E DANZA, a cura di Angelo Mastrangelo e Bruno Pozzato, Biella
(catalogo) |
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| Pubblicazioni |
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"Artisti
professionali e non", Kiwanis club "victimula pagus",
Regione Piemonte Provincia di Biella |

Massimo
Corona
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Testo Emanuele Beluffi
I personaggi di Massimo Corona sono argonauti della noosfera. Sembrano venire dai viaggi che fa la nostra mente. Capricci: situazioni di cose e persone di per sé reali ma decontestualizzati rispetto all’ordinario. I suoi amici avevano organizzato la festa ne è esempio preclaro. Ambienti dell’immaginario. Sorta di assemblaggi onirici, pezzi di realtà accostati l’uno all’altro, decostruiti e liberamente riorganizzati. I nostri sogni ci paiono spesso assurdi: situazioni strampalate, azioni insensate, a volte ridicole, altre inquietanti, e i nostri personaggi proferiscono strani messaggi. Non tutti sanno che Houdini non ha mai fatto merenda sembra la rappresentazione iconografica di un sogno, a partire dal titolo stesso dell’opera. Cosa significa A lungo fuorviati, visibili o indelebili? Sembra tratto da un componimento di Apollinaire. RisaAmbizioniSonnoETenebra è perentorio: una ragazza sexy, un gruppo di panda, un personaggio che lavora, una coppia che si bacia, in un contesto catramoso. “Cosa voleva dire?” è la stessa domanda che a volte ci poniamo ridestandoci da un sogno. V’è chi dai sogni ha tratto materiale per il proprio lavoro e linfa vitale per liberare l’energia creativa: l’automatismo psichico di Breton, il metodo-non-metodo dell’associazione libera dal controllo della ragione. Ma anche Carl Gustav Jung, poco incline, al pari di Freud, ad apprezzare l’arte contemporanea, tuttavia anch’egli esecutore di un lavoro creativo. In questo caso su sé stesso. Accostare Massimo Corona ai surrealisti è facile, ma i suoi lavori denotano un minor grado d’inquietudine e sembrano più a-problematici, vicini forse al retaggio culturale del pop surrealismo, pur se tale accostamento pare forzato. Perché i quadri di Corona in fin del conto non sono aggressivi e suggeriscono piuttosto l’idea di un depotenziamento iconologico. Quante parole. E se si stesse semplicemente divertendo?
Emanuele Beluffi
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Massimo
Corona
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Testo Cecilia Maria di Bona
Massimo Corona - Creature fuggite dal Paradiso terrestre
Creature create, cacciate o forse fuggite dal Paradiso terrestre, gli esseri umani ritratti da Massimo Corona, protetti dal candore e dall’innocenza originaria del loro corpo, s’intrattengono nei loro giochi, antichi come il mondo, nel ludus che rivela l’essenza stessa dell’uomo che è se stesso quando ritorna bambino.
Immersi nell’acqua, della quale s’ode lo scroscio fresco e canoro, come nella Pioggia nel pineto, e nella quale sembrano rigenerati, assorti nei loro riti di purificazione e vitalità, essi s’intrattengono tra di loro nella più spontanea intimità di corpi e d’anime, nella sovrana, neoclassica visione dello splendore, dello splendore della vita. Sì, perché la vita, semplicemente la vita è fatta rivivere sulle tele di Massimo Corona.
Corona sembra intento a mettere in salvo, all’interno della cornice dei suoi quadri, le dimensioni più intime della vita, il loro simbolismo più segreto, quantunque quest’ultimo sia, a volte, permeato da un’angoscia che neanche la bellezza riesce a nascondere e scongiurare.
In alcune tele, non vi è traccia della ‘colpa’, ed emerge la gioia dei sensi, nell’immemore incoscienza dell’infanzia dell’umanità. In altre, la ‘colpa’ affiora, ed è greve, insensata, assurda e cieca nella sua espressività animale che non sa staccarsi dal suolo.
Massimo Corona, questi esseri umani persi nella loro insensatezza che diviene un destino, li scorge, li penetra con lo sguardo dell’artista che interpreta ogni postura, ogni espressione, li disegna e non li abbandona all’oblio, li affida al nostro sguardo, a noi che da anni seguiamo gli itinerari della sua creatività artistica.
Il coraggio e l’arditezza dello sguardo salvano l’artista, la sua capacità di far vedere anche a noi quanto non vedremmo; non vi è giudizio nel suo sguardo, egli va diritto per la sua via e non si volta mai indietro, nella passione e ossessione dell’arte che come una torcia getta luce anche negli anfratti dove non vorremmo mai guardare.
E’ una pittura, quella di Corona, che occorre saper guardare con occhio puro per vincere l’evocazione fotografica del sensuale, sia pur abilmente già negata o irrisa da uno sfondo maculato
e cangiante. O forse quest’ultimo è la scena di un sogno, scena ardua e inconsistente, scena dell’assedio cui il sogno soggiace.
L’arte, quest’arte ci trasmette tanto come espressione di senso, di gioia dei sensi, della vita nelle sue Correspondances… e quest’arte, nel suo correre etereo del colore –l’acquarello– corre, vola, danza sulla tela a ridisegnare i corpi, i corpi degli uomini in fuga, alla ricerca della felicità.
Trasparenze terse e rapprese a intessere i corpi, i volti, le mani a coprire i volti, come in Masaccio della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre… Corpi che sembrano ritagliati sullo sfondo equoreo di una trasognata classicità, dove agli esseri mortali è dato di vivere un giorno da muse, da ninfe, da fauni, dove ai mortali è dato come nel mito di Orfeo di ridestare la vita, quella vita che sembrava morta, e di placare il ferino che è in noi.
L’artista, come Orfeo, come Pigmalione, come lo sguardo innocente del fanciullo, ricrea la vita, ridesta il mondo assopito nel suo inesorabile eterno ritorno e fa nuove tutte le cose riguardandole con stupore e meraviglia.
Cecilia Maria di Bona
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