Maurizio L´Altrella

Maurizio L´Altrella
Blindness - Struck on the road to Damascus
2015 - 70x50 cm
Olio su tela
Öl auf Leinwand
Oil on canvas
Maurizio L´Altrella
Struck on the road to Damascus
2015 - 30x30 cm
Olio su tela
Öl auf Leinwand
Oil on canvas
Maurizio L´Altrella
Struck on the road to Damascus
2015 - 30x30 cm
Olio su tela
Öl auf Leinwand
Oil on canvas
Maurizio L´Altrella
Golden age in dark forest
2014 - 70x130 cm
Olio su tela
Öl auf Leinwand
Oil on canvas
Maurizio L´Altrella
De profundis
2014 - 120x120 cm
Olio su tela
Öl auf Leinwand
Oil on canvas

Maurizio L’Altrella è nato 1972 a Sesto San Giovanni, Milano, dove vive e lavora.

 

Selected Solo Show

2015
Come in cielo cosi in terra, Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano. Curatore: Emanuele Beluffi.

2014
La Selva Oscura
, Galleria Triangoloarte, Bergamo.

2013
Anima-li; non credo in un’unica verità
, a cura di A. Bergo, Oldoni Grafica Editoriale, Milano.
Maurizio L’Altrella Matteo Vettorello, Studio d’Arte Ellisse, Venezia.

2011
Caduta dal Paradiso
, a cura di C. Lio, Arkè Gallery, Milano.
Good kids / Bad kids?
, a cura di O. Sgobio, Piscina Comunale, Milano.

 

Selected Group Show

2017
Landless, Galleria Rubin, Milano. Curatore: Emanuele Beluffi

2015
Area Contemporanea Dieci, Triangolo Arte, Bergamo
Day Dream Nation, Galerie Artdocks, Brema (GER). Curatore: Uwe Goldenstein

2014
Noël des animaux
, Galleria Rubin, Milano
Aliens Ferrara
, a cura di Frattura Scomposta, Casa di Ludovico Ariosto, Ferrara.
P2P Proud To Present – Deep
, a cura di A. Beretta, Circoloquadro, Milano.
Alice non sa … Peter s“,
a cura di K. Olivieri, Palazzo Vernazza, Lecce.
SPIRITO ITALIANO ATTO V
, a cura di A. Bergo, Fabbrica Borroni, Bollate, Milano.
This is an exile?,
a cura di G. Pastorello, Galleria L.E.M., Sassari.
#doublevision #neverendingflow
, a cura di E. Vanzelli, in collaborazione con AplusA, da un progetto di No Title Gallery, Palazzo Malipiero, Venezia.
Idola Mentis
, a cura di S. Bignetti, in collaborazione con No Title Gallery, Cantiere Barche 14, Vicenza.

2013
Nero
, a cura di E. Beluffi, Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milano.
Just in Time
, Evento ideato da No Title Gallery, a cura di P. N. Pepa, Vittorio Veneto, Treviso.
Rivers Of A.I.R. – Art Industry Recycling
, a cura di T. Donà, testo introduttivo del catalogo di B. Buscaroli, Pescheria Nuova, Rovigo.
Boston – Como: More than an Art exchange
, a cura di J. e C. Lio, Palazzo del Broletto, San Pietro in Atrio, Camera di commercio, Spazio Natta, Galleria R. Lietti, Galleria Lopez, Como.
Aliens – Le forme alienanti del contemporaneo
, a cura di FratturaScomposta, E-lite Gallery, Palazzo Vernazza, Lecce.
PulsArt Exhibition 2013 / The Witch Hunt
, a cura di A Pezzin, Palazzo Fogazzaro, Schio, Vicenza.

2012
Le vent qui change
, a cura di A. Pezzin, Pic*Boutique Gallery, Thiene, Vicenza.
Carnealfuoco
, a cura di I. Mara, Spazio Temporaneo, Milano.
Blindness
– a post industrial illness, a cura di Anna Pezzin, Banchina Molini, Porto Marghera,Venezia
The dance of belief around the idyll of fate, a cura di Stephanie Lyakine-Schönweitz, galleria Stephan Stumpf, Monaco di Baviera.
Gli elefanti non sanno saltare
, a cura di C. Lio, galleria Delle Battaglie, Brescia.

2011
Alla ricerca del tempo perduto
, a cura di M. von Büren, galleria RvB Arts, Roma.
The Age of Innocence
, a cura di Michele von Büren, galleria RvB Arts, Roma.
VULPES PILUM MUTARE
, a cura di C. Lio, Museo Civico di Bassano del Grappa.
Non rompete le scatole
, a cura di Piscina comunale e b-contemporary Art, Villa Arconati, Bollate,Milano.
Strategie di Sopravvivenza
, site-specific sui territori, a cura di N. S. Bonetti, Cassina Valsassina (LC), Premeno e Maggio (LC)

2010
Kings
, a cura di G. Cortassa, Assab-One, Milano.
Figurativismi
, a cura di A. Lacarpia, Oldoni Grafica Editoriale, Milano.

 

Fairs

2014
The Others Art Fair, Galleria Glenda Cinquegrana: the Studio (MI), Torino.
Art Copenhagen, Oxholm Galleri, Copenaghen.
Art Basel, evento collaterale The Grass Grows, Galleria Glenda Cinquegrana: the Studio (MI), Basilea.

 

Awards

2012
Premio ORA
, organizzazione a cura di Associazione culturale Radar. Vincitore Premio Acquisto.
PULSART Festival 2012
, a cura di Anna Pezzin, Palazzo Fogazzaro, Schio, Vicenza. Selezionato.
Premio Basi per l’arte contemporanea
, progetto a cura di Barbara Madrigali e Silvia Petronici, Grosseto. Finalista (sezione disegno).

2011
THE DANCE OF BELIEF AROUND THE IDYLL OF FATE
, indetto dalla galleria Stephan Stumpf, Monaco di
Baviera. Vincitore ex aequo.
Premio ORA
, organizzazione a cura di Associazione culturale Radar. Selezionato.

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L´Altrella - Beluffi

PITTURA E MISTICISMO di Emanuele Beluffi

Come spesso mi capita quando ho a che fare con la mediazione verbovisuale tra il lavoro di un artista e il suo pubblico, riaffiorano alla mia mente -ma sono solo e sempre reali accadimenti cerebrali, perché la mente non esiste!- come associazioni psichiche immediate e naturali certi riferimenti a dimensioni disciplinari esterne all’arte visiva. Il che non è una novità, di per sé: critici e curatori che vennero prima di me inaugurarono questo “metodo” con grande successo esplicativo. Mi riferisco ai bravissimi –non li conosco! e non ho mai lavorato con loro!- Luca Beatrice e Alessandro Riva, ad esempio, fra i primi a tirare in ballo il calcio e la musica come elementi chiave del loro approccio multidisciplinare all’interpretazione del lavoro degli artisti. E qui finisce il pistolotto non richiesto ma sinceramente sentito. Dunque, PITTURA E MISTICISMO fa il verso a un celebre saggino (perché era un saggio di poche pagine) divulgativo del filosofo e matematico Bertrand Russell, che nel 1918 scrisse appunto Misticismo e logica, in cui erano messe a confronto le teorie filosofiche legate all’esperienza e all’argomentazione formale con quelle più metafisiche e “spirituali”. A questo punto il riferimento illustre mi è utilissimo perché mi permette di andare a bomba sull’ultima produzione d’arte di Maurizio L’Altrella, un “mistico” della pittura che non lesina allusioni, cenni, confronti con la pratica del “viaggio” spirituale: intendendo qui il termine “viaggio” non nella sua accezione sessantiana di psichedelica memoria, bensì in quella meno compromessa con l’LSD  di ripiegamento interiore, introspezione noetica (cari bambini: dal greco nous, cioè intelletto), discesa dentro di sé. Retroterra “teorico”, “mistico” appunto, che tuttavia si accompagna al riconoscimento del fare pittura: lavoro, studio, fatica, sofferenza, applicazione. La lordura della pittura. Che, come quella dell’esperienza, è indispensabile così a pensare come a dipingere.

La parola al pictor optimus. Che, come vedrete, è tutt’altro che “gesuitico” e religioso, ma -per rubare il vocabolario al già citato Bertrand Russell-  appare piuttosto come un monista spirituale.

 

Maurizio L’Altrella: Un percorso ideale, almeno per me, esiste. Ho lavorato immerso in una sorta di viaggio immaginifico, che da subito mi è apparso come la selva oscura. L’ho costruito passo dopo passo coscientemente ma senza essere mai didascalico. Lo stimolo è giunto proprio dalla dimensione simbolica in cui Dante inizia il suo viaggio visionario nella Divina Commedia: l’inoltrarsi nella propria interiorità fino al punto di smarrirsi è quello che mi è piaciuto, per capire che poi, noi ci creiamo su misura le nostre paure, secondo i limiti che crediamo di avere. Questo è stato l’incentivo che mi ha dato modo di creare, diciamo così: una sorta di percorso d’immagini, che esiste in effetti ma solo per chi lo cerca o lo percepisce.

 

Emanuele Beluffi: Sfondi azzerati ma pieni di accenti, concrezioni, striature, grumi, segni, spatolature: parlaci di questo nulla in cui tutto è.

Direi, che hai già espresso con una sintesi perfetta, la mia idea di spazio. Un’ estensione del puro pensiero, viva e palpitante, una dimensione creatura e creatrice al tempo stesso; esattamente: un nulla in cui tutto è. Cerco di creare un dialogo il più vivace possibile tra sfondo e soggetto, in modo tale che l’uno dipenda assolutamente dall’altro; che si creino e ricreino a vicenda. Dove, anche se appare un soggetto immobile, la sua immutabilità è solo apparente. Tutto si muove e cambia sempre e comunque.

 

I soggetti dei tuoi quadri raffigurano creature in via di apparizione, a volte solo animali, altre a metà strada fra uomo e animale, spesso in posizioni quasi ieratiche: vuoi illustrarci il senso di queste metamorfosi e di questo “stare”?

Mi interessa rapportarmi con l’aspetto spirituale, intimo, dimenticato, che la creatura umana aveva con i suoi simili e tutti gli altri esseri che vivono sia in questa, che nelle dimensioni parallele, qualsiasi sembianza essi abbiano, debbano o possano assumere. Il mio lavoro è sostanzialmente basato su questi stimoli, che traduco attraverso le immagini che presento. La metamorfosi è semplicemente metafora di cambiamento, così profondo però da condizionarne anche le sembianze. Il cambiamento è assolutamente necessario per andare oltre ciò che si conosce. Riguardo la postura dei soggetti posso solo dire che sono coinvolto, quasi ossessivamente dalle immagini della pittura, nel periodo che va principalmente dalla Controriforma alla fine del seicento. Ho una necessità inconscia, che guida la mia ricerca (prima che inizi l’atto pittorico) verso quei soggetti che hanno una ostentazione da effigiato sacro, proprio com’era d’uso in certi periodi storici. L’uso dell’oro, come colore, in alcuni dei miei ultimi dipinti, è un richiamo verso la pittura sacra, una citazione necessaria, per me. Questi forti richiami danno espressione all’atteggiamento fisico dei miei soggetti: animali, umani, Avatar o altro che siano.

 

Cosa è cambiato nel tuo lavoro dalla partecipazione a quella collettiva fichissima dello scorso anno da Biancamaria Rizzi & Matthias Ritter?

Tutto. Anche se la spinta interiore è la medesima. Basta osservare per capire.

 

Cosa significa per te fare pittura?

Esattamente quello che mi riesce meglio. In piena onestà e gioiosamente, per quanto più sia possibile. Cercando di non prendermi troppo sul serio ma lavorando seriamente e credendo sempre in ciò che faccio. Non confido nell’auto-flagellazione.

 

Hai idoli? Chi sono i tuoi maestri? Non sono ammessi nomi di pittori

I primi maestri sono stati mia madre e mio padre; poi via via, tutti gli altri esseri che ho incontrato vivendo. Alla fine, non sono ciò che ho letto o ciò che ho visto e sentito, né ciò che faccio, ma c’è in me una parte di ogni cosa vissuta e vivente e una parte di me è in ogni cosa (e non è retorica). Detto questo, adoro Jim Jarmusch, Peter Greenaway, Tim Burton, Kim Ki Duk, Jung, Goethe, J. Milton, per citarne alcuni e Dante Alighieri, ovviamente. Tanti bravi musicisti, ma non qualsiasi tipo di musica e sopratutto mai musica commerciale o cosi detta “leggera”. La musica è un elemento importantissimo nel mio fare creativo. Non posso citare nessuno per non fare torto ad altri ma di certo prediligo la sperimentazione, l’energia, la sorpresa, l’invenzione e la genialità rispetto al virtuosismo fine a se stesso. Apprezzo dalla classica al rock (con buona parte delle sue diramazioni e generi) e anche la musica contemporanea. Non ho idoli e non pratico nessuna religione.

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